Ponte Vecchio è uno dei simboli indiscussi di Firenze, un luogo carico di storia e fascino che attrae turisti da ogni parte del mondo. ⚜️ Tra stupendi panorami e sfavillanti gioiellerie, dietro alla bellezza di Ponte Vecchio si cela un passato enigmatico fatto di fortune, tragedie, intuizioni e innovazioni.
👉🏻 In questo articolo vi svelo la storia e qualche segreto di Ponte Vecchio, a partire dal suo nome così celebre.
🌉 Perché si chiama Ponte Vecchio?
Anche se il ponte risale al XII secolo, il nome “Ponte Vecchio” divenne popolare nel 1220 quando venne costruito il vicino Ponte alla Carraia e i fiorentini per distinguerli iniziarono a chiamarli “Ponte Vecchio” e “Ponte Nuovo”. 😉
In realtà, Ponte Vecchio era molto diverso da come lo vediamo oggi e fu solamente nel 1345, a seguito del terribile alluvione che lo distrusse il 4 novembre 1333, che venne ricostruito nelle splendide forme attuali.
💎 Perché sul Ponte Vecchio ci sono solo gioiellerie?
Dal 1593, per volontà del Granduca Ferdinando I, Ponte Vecchio ospita esclusivamente orafi e gioiellieri: una scelta ben precisa che da quel momento ha cambiato la storia del ponte.💍
Fino a quel momento Ponte Vecchio era occupata dalle botteghe dei beccai (i macellai) che in questo modo potevano disperdere gli scarti delle lavorazioni direttamente nell’Arno, tuttavia ciò causava gravi problemi di igiene e soprattutto di odori molto sgradevoli. 🥩 Il decreto del Granduca arrivò anche a seguito della costruzione del Corridoio Vasariano che attraversava tutto il ponte, l’obiettivo era quello di nobilitare il ponte eliminando i cattivi odori e promuovendo un commercio di alto livello.
💣 Guerre e alluvioni
Nel corso del ‘900 Ponte Vecchio ha vissuto i suoi momenti più difficili: prima durante la seconda guerra mondiale, poi durante l’alluvione del 1966.
❌ Gli anni del conflitto furono particolarmente duri per tutta la città e anche i lungarni ne uscirono disastrati: i tedeschi in ritirata non solo minarono numerosi edifici nella zona ma fecero anche saltare in aria tutti i ponti, tutti ad eccezione di Ponte Vecchio. Un ruolo importante in questa decisione la ebbe il console tedesco a Firenze, Gerhard Wolf, amante dell’arte e della città, che convinse i gerarchi nazisti a non distruggerlo, rendendolo comunque inaccessibile dopo aver minato strade e palazzi vicini (qui trovate una foto d’epoca).
❌ Il 4 novembre 1966 fu un’altra data tragica per Ponte Vecchio che venne danneggiato dal terribile alluvione che colpì la città (in alcune vie si toccarono i 5 metri di acqua!). Oltre alle 35 vittime e alle migliaia di sfollati, il patrimonio artistico di Firenze subì gravi danni e il ponte, dopo essere stato raggiunto dal fango, dovette essere sottoposto a opere di restauro e consolidamento negli anni successivi (qui trovate una foto).
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